L'estrema destra vince le elezioni regionali tedesche.
Il movimento operaio deve dare una risposta!

di Fabio Bosco
Il partito di estrema destra Afd ha vinto le elezioni nello Stato tedesco della Sassonia-Anhalt con il 43,8% dei voti. Il partito conservatore Cdu ha ottenuto il 17,2%; il partito socialdemocratico Spd il 9,3%; i Verdi l’8,9%; il partito Die Linke (La Sinistra) l’8,6%; e il Bsw, un partito di sinistra xenofobo e filorusso, il 5,3%.
Il risultato rappresenta una grande vittoria dell’Afd (Alternativa per la Germania), che ha vinto in 38 dei 41 collegi elettorali dello Stato. Gli altri tre, situati nelle zone centrali delle due città principali, Magdeburgo e Halle, sono stati conquistati dai rappresentanti di Die Linke. L’affluenza alle urne ha raggiunto il livello record del 77,8%.
L’Afd è un partito fondato nel 2013 come partito «euroscettico», favorevole al ritorno del marco tedesco, che riunisce nazionalisti razzisti e all’interno del quale l’estrema destra è diventata egemonica nel 2015, con alla guida fascisti come Björn Höcke, leader dell’Afd in Turingia, condannato dai tribunali tedeschi per aver utilizzato lo slogan delle truppe d’assalto hitleriane «Alles für Deutschland» («Tutto per la Germania»).
Il programma dell’Afd parte dall’espulsione di tutti gli immigrati («remigrazione») - che attualmente rappresentano circa il 16% dell’intera popolazione tedesca - per la quale sarebbe necessaria una guerra civile. Un altro cavallo di battaglia dell’Afd è il revisionismo storico sul ruolo del nazismo, con modifiche ai programmi scolastici. Sempre in ambito educativo, sostengono la segregazione degli alunni con bisogni speciali e dei figli degli immigrati. L’Afd sostiene inoltre la limitazione delle libertà democratiche e, nella pratica, cerca di minare le fondamenta della democrazia liberale che caratterizza la Germania dalla fine del nazismo.
In materia di politica estera, l’Afd dà priorità alle relazioni con la Russia di Putin, chiede la fine del sostegno all’Ucraina e vuole un’«Europa di Stati sovrani», il che comporterebbe un indebolimento dell’Unione Europea. Non è un caso che sia Vladimir Putin che Donald Trump abbiano festeggiato questa vittoria regionale dell’Afd.
Le radici della vittoria
La Sassonia-Anhalt presenta il livello di sviluppo economico e il livello salariale più bassi tra i 16 Länder tedeschi. Il consenso elettorale dell’Afd si spiega, in larga misura, con le politiche nazionali di austerità imposte da una serie di governi, a partire dal socialdemocratico Gerhard Schröder, che ha introdotto le riforme previdenziali e del lavoro (note come Agenda 2010 e Hartz IV), passando per Angela Merkel (Cdu), che, in coalizione con l’Spd, ha approvato nel 2009 un emendamento costituzionale sul tetto di spesa («freno al debito»), fino all’attuale cancelliere Friedrich Merz, della Cdu, che sostiene una serie di riforme volte a ridurre i diritti sociali, come il reddito di base, i diritti pensionistici e la spesa per l’istruzione e la sanità. Allo stesso tempo, propone una deroga al «freno al debito» per investimenti pari a 830 miliardi di euro nel bilancio militare del Paese fino al 2030
Queste politiche vengono adottate in un momento storico di declino dell’imperialismo tedesco ed europeo, che ha perso la competitività industriale rispetto alla Cina, ha perso l’accesso al gas e al petrolio russi a prezzi più convenienti a causa dell’aggressione russa contro l’Ucraina ed è sotto la pressione di Trump, che mira alla disintegrazione dell’Unione Europea e alla subordinazione semicoloniale di ciascuno dei Paesi europei.
Dove sta andando la Germania?
La crescita dell’Afd a livello nazionale si basa sulla frustrazione della piccola borghesia, delle classi medie e di una parte significativa della classe operaia nei confronti delle politiche di austerità. Per questo motivo, la crescita dell’Afd potrebbe manifestarsi anche nelle elezioni di altri Länder. Il 20 settembre si terranno le elezioni negli Stati del Meclemburgo-Pomerania Occidentale, dove l’Afd è in testa ai sondaggi ma non avrebbe la maggioranza per governare, e a Berlino, dove Die Linke contende la leadership alla Cdu, ma l’Afd dovrebbe raddoppiare i propri voti, passando dall’8% al 16%.
È chiaro che la politica dei principali partiti tedeschi - che si tratti della Cdu, dei socialdemocratici o dei Verdi - volta a mantenere l’austerità e l’economia di guerra continuerà ad alimentare la frustrazione della maggioranza della popolazione, spingendola verso le proposte demagogiche dell’Afd di trasformare gli immigrati e il sostegno all’Ucraina in capri espiatori della crisi che il Paese sta attraversando.
Chi può fermare l'ascesa dell'Afd?
Negli ultimi anni i giovani e la popolazione si sono mobilitati contro l’estrema destra [e lo stanno facendo anche in questi giorni, ndt]. Il movimento operaio, mobilitandosi, può guadagnare l’appoggio delle classi medie e di una parte della piccola borghesia contro i licenziamenti di massa nell’industria tedesca e contro le riforme di austerità e l’economia di guerra, indebolendo così il sostegno all’Afd.
C'è un forte malcontento tra la classe lavoratrice, che si è manifestato nelle proteste del 3 luglio alla Mercedes-Benz e che preannuncia una grande giornata nazionale di lotta il 26 settembre. L'ostacolo principale è la dirigenza sindacale, che si oppone alla convocazione di mobilitazioni «politiche» che mettano in discussione le politiche di austerità del governo.
D’altra parte, il principale partito di sinistra, Die Linke, si dichiara contrario all’austerità ma, quando governa, fa il contrario, come è accaduto durante i suoi mandati a Berlino (2002-2011 e 2016-2023), nel corso dei quali ha privatizzato 200 mila alloggi e gli affitti sono saliti alle stelle. Un altro limite di Die Linke sono i suoi legami con la Russia di Putin e la sua posizione contraria al sostegno all’Ucraina, Paese confinante che è oggetto di un’aggressione imperialista russa. A ciò si aggiunge la capitolazione al sionismo: Elif Eralp, la sua principale candidata a Berlino, ha condannato come antisemita lo slogan palestinese «Yalla, Yalla, Intifada».
Occorre costruire anche in Germania una sinistra rivoluzionaria, che presenti un programma chiaro contro l’austerità e l’economia di guerra, che indichi la via delle mobilitazioni di piazza e degli scioperi per frenare questi attacchi, avanzando verso un potere operaio e popolare che sia un punto d’appoggio nella lotta per la rivoluzione socialista mondiale.
























